Due amiche insieme, ma distanti, lavorano per documentare le specie botaniche presenti su due territori lontani: *Lago di Garda e dintorni *Sardegna costa di Cagliari e suo entroterra... e non solo .......anche rilevamenti, foto, scambio di informazioni,suggerimenti.

sabato 23 gennaio 2010

Serapia cordigera subsp vomeracea.





Serapiacordigera subsp. vomeracea(N.L.Burm.)Sund.

rilevamento del maggio 2008 su Collina Morenica del Lago di Garda, costa Bresciana.
Acquerello su carta cm31x41

Il genere Serapias è diffuso nella zona mediterranea con una ventina di specie, di cui 7 sono presenti in Italia. Il nome dovrebbe derivare da Serapias divinità egizia della fertilità ma potrebbe anche derivare dal nome del medico arabo Serafius, botanico illustre.
Storicamente la sua prima apparizione nella letteratura botanica, risale a Pedacio Discoride, vissuto nel primo secolo dopo Cristo, che descrisse nel suo De Marteria Medica, due òrkhis utilizzando il termine Satyrion e Serapias. Secondo la Teoria delle Segnature, che vedeva nella somiglianza di parti del corpo umano con vegetali o con parti di esse, una indicazione delle loro proprietà curative, si riteneva che ne avesse di afrodisiache: l'apparato ipogeo (posto sotto terra) è infatti formato da due rizotuberi ovoidali, che ricordano palesemente i testicoli maschili.
Il nome vomeracea deriva dla latino vomer=vomere, con riferimento alla forma dell'epichilo (parte distale del labello, separata dalla parte basale ipochilo, da un restringimento più o meno evidente).
*Descrizione:
infiorescenza più o meno lassa, allungata, con 3-12 fiori piuttosto grandi; sepali e petali formano un cappuccio allungato, grigio-bruno con nervature purpuree evidenti; labello piuttosto lungo, molto peloso fino al centro dell'ipochilo (parte basale del labello), con alla base due lamelle parallele; ipochilo concavo, con lobi coperti dal cappuccio; epichilo lanceolato, appuntito, rosso-bruno, assenza dello sperone.
Foglie basali lineari-lanceolate, allungate, le cauline guainanti il fusto. Brattee molto grandi acute che oltrepassano di molto il casco.  Da notare che la specie è priva di nettare.
Presente su tutto il territorio italiano, ad esclusione della Sardegna e Val d'Aosta, cresce su prati aridi ed incolti, radure boschive. Forisce tra aprile e giugno.
Gli imenotteri provvedono alla sua impollinazione rifugiandosi comodamente nel fiore, che assomiglia ad una tana perfetta, fregano il ginostemio (apparato formato dalla fusione dell'organo maschile, detto androceo, con quello femminile detto gineceo) e sporcandosi di polline vanno di fiore in fiore. Essi non sono attratti dal nettare che è assente, bensì dalla splendida "casetta".
*Osservazioni.
generalemente quando rilevo una specie, oltre a prendere le classiche foto di riferimento, disegno direttamente sul luogo il soggetto e ne rilevo i colori: Il tutto sul mio albun degli appunti, che diventa un prezioso riferimento per produrre il più fedelmente possibile alla realtà.Oltre a riprodurre il soggetto nella sua reale dimensione, riporto un disegno ingrandito della parte che più mi ha colpito per la sua bellezza.
Il disegno botanico contempla anche la parte ipogea, cioè rizomi, radici, tuberi. Siccome scavare danneggia la pianta, non posso farlo dal vero: posso solo affidarmi alle immagini della letterarura botanica.

 Renata

Etichette:

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page